Meditazione sul Vangelo – III Domenica anno C

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«[…] anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin
dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in
modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai
ricevuto». (Lc 1,3-4).
L’evangelista Luca apre il suo vangelo con queste particolarissime parole che
illustrano un obiettivo chiaro: ricordare ai suoi lettori che tutto ciò che è
narrato nel vangelo è storicamente vero, fondato su fatti e testimoniato da
persone che di persona hanno visto ciò che accadeva.
E’ un inizio un po’ particolare, tipico del suo modo di scrivere (ritroveremo
un inizio simile nell’altro suo libro, gli Atti degli Apostoli) e ci fa riflettere.
La vicenda di Gesù è dunque profondamente radicata nella storia: l’uomo
Gesù vive come uomo tra gli uomini e ne condivide anche la percezione del
fluire della storia e la sensazione del tempo che passa. Non ne resta
indifferente, anzi, usa del suo tempo nel miglior modo possibile, predicando,
operando miracoli e, soprattutto, condividendo la sorte degli uomini. Gesù
assume su di sé la storia e così facendo la crea, la cambia dal di dentro, non è
un dio avulso che sonnecchia in un qualche paradiso lontano. Ecco perché noi
non possiamo ignorare la storia che viviamo e la quotidianità che ci circonda.
E’ palesemente insufficiente riempire di preghiere e riti la mia mente, la
bocca e il cuore se il mio agire nella storia di tutti giorni è privo di empatia
nei confronti del mondo, dei poveri, degli altri in generale.
Allargando lo sguardo, l’intera Bibbia è un percorso nella storia che parte
dalle origini del popolo di Israele e giunge fino alla fondazione della Chiesa:
la relazione tra la vita di fede e la storia è un concetto fondamentale nella vita
del cristiano. Luca quando scrive che il suo racconto è testimoniato e vero
non vuole semplicemente informarci che non si sta inventando storielle: ci sta
dicendo che come Gesù ha vissuto la storia e ne ha mutato la direzione così
noi non possiamo stare fermi a guardare il fiume del tempo che ci scorre
davanti al naso. Come Gesù ha amato i suoi, e li ha amati sino alla fine, così
anche a noi spetta il compito come suoi seguaci di amare il nostro prossimo,
anche quando è scomodo farlo. Forse non lasceremo come Gesù una traccia
sui libri di storia ma potremo essere certi di aver seguito il cammino tracciato
dal Maestro.
Per la preghiera e la riflessione
Scelgo un’opera concreta di amore da compiere nei confronti di qualcuno e
cerco di mantenerla viva ed efficace nel tempo.