PRIMO GENNAIO 2019 – Omelie nelle Messe della Festività di Maria Madre di Dio

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Messa del Mattino

Le letture che abbiamo ascoltato ci ricordano il significato del tempo natalizio, che stiamo vivendo, e soprattutto la lettera ai Galati ci dice che Dio mandò suo figlio perché ricevessimo l’adozione a figli, non più schiavi, ma figli ed eredi.

Nel Natale abbiamo celebrato proprio questo entrare di Dio nella storia degli uomini, che ci permette di scoprirne pienamente la vicinanza e soprattutto ci invita a partecipare alla vita stessa  di Dio.

Inoltre oggi siamo invitati anche ad esprimere la nostra preghiera di ringraziamento (canto Te Deum) per l’anno che è trascorso e a guardare con la speranza del cristiano  al tempo nuovo che ci sta di fronte. Il tempo che passa non è mai una cosa insignificante perché è dono e compito. Ogni cristiano è sempre invitato a rileggere il senso dei doni ricevuti e a capire meglio l’impegno che la storia ci propone e ci affida.

Per questo da molti anni ormai questo passaggio di fine anno è dedicato ad una riflessione sulla pace. Il Papa ogni anno invia un messaggio all’umanità per ricordarci il compito fondamentale degli uomini di costruire il mondo, sapendo convivere nella pace e nella ricerca del loro significato autentico.

Se questo è certamente un compito di tutti gli uomini, ai cristiani è chiesto di testimoniarlo in modo particolare, proprio perché i cristiani hanno una visione chiara della dignità e del destino a cui gli esseri umani sono chiamati, quello di partecipare alla vita divina, di essere figli di Dio e sua immagine.

Vivendo questa vocazione fondamentale gli esseri umani sono quindi anche chiamati a costruire in modo nuovo la loro vita sulla Terra, a scoprire la fratellanza autentica che li accomuna, a cercare una giustizia vera nei loro rapporti, soprattutto a superare ogni violenza, perché la violenza e la guerra che ne è l’estrema espressione allontanano gli uomini dalle loro mete autentiche.

Per questo oggi ci interroghiamo su quali siano i valori da condividere con tutti e quali siano le strade per costruirli insieme.

Quest’anno l’invito del Papa nel suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace è quello di scoprire la politica come un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e le opere dell’uomo, ma ci dice che questo può realizzarsi solo se la politica è vissuta come servizio alla collettività. Se uno vuol essere il primo – dice Gesù – sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti. Solo con questo spirito è possibile vivere anche la vita sociale come forma di carità.

Purtroppo se si dimentica questo principio fondamentale –dice sempre il Papa- si corrono molti rischi e si può cadere in uno dei tanti vizi della politica, che impediscono una armoniosa realizzazione di ciascuno.

Aggiunge poi il messaggio del Papa le parole che cito: “In particolare viviamo in questi tempi in un clima di sfiducia che si radica nella paura dell’altro, nell’ansia di perdere i propri vantaggi e si manifesta attraverso atteggiamenti di chiusura  che mettono in discussione quella fraternità di cui il nostro mondo globalizzato ha tanto bisogno”.

Possiamo concludere dicendo che la pace è frutto di un grande progetto politico che si fonda sulla responsabilità reciproca e sulla interdipendenza degli esseri umani. Chiediamoci  cosa voglia dire anche per noi iniziare un nuovo anno con questo desiderio  di costruire le relazioni con spirito di servizio e come possiamo  impegnarci perché anche l’azione politica costruisca relazioni di pace e di giustizia.

 

Messa della Sera

In questo primo giorno dell’anno siamo invitati a meditare sulla maternità di Maria. Leggendo il brano di Vangelo mi ha colpito quando dice che Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. Maria, infatti, come è ovvio, non può capire subito tutto il mistero e il progetto della propria vita, ma sa cogliere i segni e li rimedita profondamente.

Possiamo pensare a quanto questo sia un modello per noi, in particolare in questo inizio d’anno in cui ci è chiesto di dare significato al tempo che viviamo. Anche noi possiamo cercare di cogliere il nostro progetto di vita e possiamo imparare a meditare con profondità i fatti e le situazioni, con la calma di chi sa di poter dare significato a ogni cosa.

Pensare alla maternità di Maria, poi, ci aiuta in modo particolare. Già la maternità in sé è qualcosa di straordinario, è gioia per la vita che nasce, speranza, futuro.

In questo senso è certamente preoccupante la condizione della nostra società europea contemporanea, perché ci accorgiamo di vivere in un contesto sociale che tende ad avere paura di donare la vita. Che tende a considerare la paternità e la maternità un impegno troppo gravoso, da rimandare nel tempo.

Non si può negare ovviamente che ci siano degli ostacoli oggettivi nel contesto odierno: la precarietà del lavoro, la difficoltà per molti di avere una casa, ma indubbiamente questa paura di donare la vita è spesso segnata dall’egoismo e anche dalla mancanza di speranza sul futuro  proprio e sul futuro del mondo.

Ecco perché oggi contemplando la maternità di Maria siamo invitati a leggere con più chiarezza il nostro progetto di vita e soprattutto a cercare quel progetto di Dio dell’ascolto del quale Maria è un vero modello.

La vocazione di ogni cristiano è quella di scoprire e accogliere il progetto di Dio e portare e donare al mondo questo progetto di gioia e di speranza.

Anche noi all’inizio di questo nuovo anno possiamo cercare di capire quali sono i doni che abbiamo ricevuto e capire cosa ci è chiesto di donare nella nostra vita, cosa donare agli altri, cosa donare al mondo, quale futuro possiamo e dobbiamo costruire per noi e per tutti.

Ci accompagna in questa nostra riflessione oggi anche il tema scelto da Papa Francesco per la giornata della pace.

L’invito del Papa quest’anno è quello di scoprire la politica come un mezzo fondamentale per mettersi a servizio del mondo. Un impegno nell’ambito politico e sociale che parta dal valore del servizio , perché  l’impegno sociale vissuto con spirito di servizio diventa un gesto di vera carità.

La pace e l’armonia della convivenza sociale si costruiscono  anche sull’impegno di ciascuno a partecipare alla formulazione di un progetto sul mondo. Anche se la nostra partecipazione alla vita pubblica si limita al solo voto che esprimiamo in occasione delle elezioni, dobbiamo chiederci qual è il progetto di società e di mondo che vogliamo realizzare, quali prospettive di pace e di giustizia abbiamo, quale  progetto di mondo e di relazioni tra persone e popoli vogliamo indicare.

Chiediamo a Maria, Madre di Gesù, ma anche madre della Chiesa di guidare i nostri passi in questo nuovo anno e di farci trovare quello spirito di servizio e di dono che permette di realizzare in modo vero  la vita di ciascuno.