Pochi preti. Come fare d’ora in avanti?

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Nell’ultimo Consiglio Presbiterale, del 30 maggio u.s. tra i punti all’ordine del giorno vi era il seguente: “Come ripensare la ristrutturazione delle parrocchie della Diocesi per il prossimo quinquennio sul piano delle risorse umane, sul piano economico, residenziale, sul piano pastorale”.

Nell’introduzione ai lavori, Mons. Vescovo ha ricordato come tra 10 anni nella nostra diocesi vi saranno soltanto circa 40 sacerdoti al di sotto dei 75 anni. Questo comporta per il futuro molto prossimo l’esigenza di ripensare in modo radicale la pastorale, partendo da una ristrutturazione profonda del tessuto parrocchiale delle nostre zone pastorali.

Occorre, sottolineava Mons. Vescovo, superare le difficoltà che si porta inevitabilmente dietro il cambiamento e la tendenza alla conservazione alla quale tutti siamo tentati, per porre gesti profetici che aiutino a leggere in anticipo i cambiamenti e ad essere preparati ad essi.

Non è pensabile di continuare a “correre” portando la messa in tutte le comunità, tralasciando qualsiasi altro tipo di pastorale, catechesi… capace di evangelizzare le persone, coinvolgendole in un cammino sempre più necessario di responsabilizzazione per la gestione concreta delle parrocchie, lasciando ai sacerdoti i compiti che più strettamente sono loro riservati: formazione dei catechisti e degli adulti; annuncio ai lontani; celebrazioni vive e adeguate ai tempi, senza nostalgie e campanilismi sterili.

In concreto Mons. Vescovo chiede di arrivare ad una ridefinizione dell’assetto parrocchiale della nostra diocesi arrivando alla creazione di 30 – 35 unità pastorali con un parroco residente, responsabile di più parrocchie, coadiuvato da altri sacerdoti nel ministero pastorale.

A tale scopo è stata promossa una commissione composta da don Claudio Barletta (presidente), don Paolo Cirio, don Giovanni Falchero, don Domenico Pisano e Padre Massimiliano Preseglio, che avrà il compito di sintetizzare il lavoro svolto nelle zone.

Il metodo di lavoro sarà il seguente:

  • Il delegato di ogni zona convoca i sacerdoti della propria zona per definire come accorpare le parrocchie delle medesima zona, individuando le parrocchie che avranno il parroco residente e quali altre costituiranno con esse le unità pastorali;
  • Sarà necessario indicare il numero di sacerdoti collaboratori che si ritengono necessari per poter svolgere adeguatamente il lavoro pastorale nell’unità pastorale,
  • Si preparerà entro la fine del mese di giugno una relazione del lavoro svolto che sarà consegnata a alla commissione in un incontro che verrà stabilito nel prossimo mese di luglio.

Quanti scritto per la dovuta sensibilizzazione di tutti i fedeli laici della Diocesi, ad accogliere con dovuta attenzione le novità e le proposte che “necessariamente” dovranno essere fatte.

dP (cfr convocazione incontri zonali)