Padre Lorenzo Paolino Minetti è tornato alla Casa del Padre

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Biografia

Nasce il 24 dicembre 1928 a Rossiglione da una famiglia profondamente cristiana. All’età di 10 anni si trasferisce ad Acqui, dove termina le scuole elementari. Della sua fanciullezza Padre Lorenzo ha un ricordo bellissimo: l’incontro del 1939 con Papa Pio XII, insieme ad altri ragazzi di Italia, come vincitore del concorso catechistico “Veritas”.

l suo nome di nascita è Paolino, ma entrato della scuola apostolica di Carmagnola Torino, all’inizio dell’ottobre 1940, il 30 settembre 1944 a Chieri veste l’abito religioso con il nome di fra Lorenzo. Farà il noviziato; poi la prima professione sarà il 6 ottobre 1945 cui seguiranno gli studi filosofici e teologici a Santa Maria delle Rose a Torino.
Fu ordinato sacerdote da monsignor Pietro Gagnor,  vescovo di Alessandria, anche lui domenicano, alla vigilia dell’anno mariano 1954.
Di qui inizia il suo intenso apostolato nei diversi incarichi assegnatigli:  assistente, insegnante, poi direttore del “Collegino” di Racconigi (1954 1961) dove ritorna nel 63 come padre spirituale dei seminaristi e direttore della Scuola apostolica. Infine superiore della comunità fino al 1966.
Nel frattempo per desiderio del provinciale, padre Raimondo Spiazzi nel 1961 /62 inizia il suo apostolato del rosario che non tralascerà più. Dal del 1967 e il 1970 è Padre Maestro del noviziato nazionale di San Domenico di Fiesole. Poi di nuovo a Racconigi, direttore della scuola apostolica e promotore delle vocazioni fino 74, quando gli viene affidato l’incarico che più di tutti ha sentito suo e che svolge con competenza e dedizione per tutta la vita: promotore del Rosario a Maria e direttore del centro e del bollettino “Madonna del Rosario”
Con questo titolo, percorre, sulla sua auto, le vie del mondo, instancabile, appassionato a predicare i misteri del Rosario, suscitando ovunque vasto movimento di rosarianti, in preghiera per la Chiesa, per le anime, per il  trionfo del Cuore Immacolato di Maria.
Trasferito a Varazze prosegue la sua attività instancabile. Dirà anche di essere miracolato dalla Madonna in un grave incidente stradale chi ha subito. Ed anche la sua vita termina nel convento di Varazze. Vive la sua malattia col desiderio di incontrare Colei che  sempre ha amato. Attorniato dei confratelli e dai giovani studenti domenicani  lascia questo mondo domenica 29 aprile del 2018, accompagnato dal canto della Salve Regina domenicana, così come aveva richiesto.
Certamente ci sarà stata accanto Lei, la Mamma, nel momento del suo passaggio al mondo di Dio. Lui che tante volte ho pregato dicendo “prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen”

(passim da Paolo Risso)

Dal Testamento di Padre Lorenzo Minetti

Ha lasciato questo mondo padre Lorenzo Paolino Minetti con il desiderio incontenibile di potere incontrare il Signore e con Lui, la Madre santa che sempre ha tanto amato. Ha desiderato dare l’annuncio del suo ritorno al padre chiedendo che fosse cantato alla sua dipartita il canto: “Andrò a vederla un di in cielo, patria mia, andrò a veder Maria, mia gioia e mio amor”.
Al termine della riflessione nella processione del 1 ottobre del 2017, festa della Regina del Santo Rosario, a Varazze ebbe a dire: “ Vi auguro di amare così tanto la Madonna da non potere più vivere senza di lei, da non potere più fare a meno di lei. Con Maria non si perde la via, la via verso il paradiso, la via che ci porta a Gesù suo figlio e unico Signore, nostro Salvatore”.

Raccogliamo da lui queste parole e il suo testamento che l’invito a proseguire nella devozione intense profonda Maria e nella recita e nella preghiera del Santo Rosario quotidiano lui che lo recitava tre volte durante il giorno. Prega per noi ora che sei a canto a Maria madre di Gesù e madre nostra.

Il Dott. Gianfranco Morino ricorda lo zio, Padre Lorenzo Minetti

Zio carissimo,

Hai salito l’ultima montagna, la piu’alta, la piu’ difficile. Quella che si sale da soli. Tu che amavi fare le escursioni e le scalate sempre in compagnia. Quante vette abbiamo raggiunto insieme, e laghi e boschi. Abbiamo ammirato tanta bellezza da togliere il fiato. Quanti sentieri abbiamo percorso, e quante volte ci siamo persi, senza il senso dell’orientamento che ci ha sempre caratterizzato.

Il cammino era ritmato dai rosari, dalle tue citazioni poetiche, del Pascoli, di Dante, di Leopardi, dalle soste per contemplare fiori ed alberi tirando fuori dallo zaino il piccolo atlante naturalistico, ma anche dalle risate dopo le tue barzellette e storielle da humour inglese. Noi nipoti abbiamo sempre temuto la tua severita’ teologica, ma e’ anche vero che tu con dolcezza ti lasciavi prendere anche un po’ in giro quando dicevamo  “lo zio Paolino e’ rimasto al Concilio di Nicea”. Ma ti assicuro che siamo sempre rimasti colpiti dalla tua grande fede e dalla tua coerenza.

Per questo davvero spero che troverai ad accoglierti la Madonna, i tuoi amati genitori, i tuoi cari fratelli Giannino ed Ugo, la tua sorella amatissima Ada, la tua dolce nipotina Claudia.

Addio zio carissimo, sono certo che con il tuo passo svelto sarai gia’lassu’, sul monte di Dio.

Gianfranco.