Omelia del Vescovo all’Ordinazione Sacerdotale e Diaconale

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[…] quando ti fermi a guardare il volto di un bambino o di un anziano ammalato anche con capacità mentali ridotte, ti rendi conto che la vita umana è un mistero. Da un gesto di amore di papà e mamma, nasce una vita nuova, con la sua storia che lascerà un segno fino alla sua dissoluzione. Mistero della vita […]

Con queste parole accattivanti  il Vescovo dà inizio alla omelia in occasione della Ordinazione Sacerdotale e Diaconale.

Prosegue il Celebrante: “Mistero che trova luce nella persona di Cristo Dio, fatto come uomo morto e risorto”.

Il Vescovo cita poi l’inno di San Paolo ai Filippesi, proclamato nella Seconda Lettura, passando poi a riportare un commento della vita trasformata di Gesù, offerto da Papa Francesco nella Evangelii Gaudium, ovvero che la risurrezione di Gesù non è una cosa del passato, ma continua con una forza di vita, che ha penetrato il mondo in tutti i luoghi e tutti i tempi. Ove sembra che tutto sia morto, da ogni parte tornano ad apparire i germogli della risurrezione. È una forza sempre uguale. La risurrezione del Signore ha già coinvolto la storia, perché Gesù non è morto e risorto invano.

Citando poi il Vangelo, il Vescovo conferma che le persone sono chiamate a rispondere alla domanda di Gesù, con una  risposta positiva che consenta alla nostra vita e faccia si che nell’umanità si sviluppino sempre di più germogli della risurrezione di Cristo.

Ma in che cosa si concretizza questa risposta? Comporta il credere che anche oggi continua, che non è vana, prendendosi cura di tutti gli uomini e testimoniando che per tutti c’è una strada che può condurre all’incontro con Dio, che salva, in maniera che anche così la nostra vita non sia vana. Crediamo davvero la forza rigeneratrice della risurrezione di Gesù? Crediamo che davvero anche oggi il Signore sì prende cura di noi in modo che possiamo essere trasformati da tale risurrezione?

Il Vescovo passa poi a dire come la risurrezione di Gesù ci aiuta a vivere la celebrazione di ordinazione, non come un rito, una cerimonia, ma come un vero incontro con il Signore.

[…] “Presbiteri e diaconi in forza dell’ordinazione ricevono l’inesauribile ricchezza dello Spirito Santo che trasforma il centro interiore della loro persona e cambia la loro funzione ecclesiale e sociale. I presbiteri rimanendo figli di Dio e membri della Chiesa diventano partecipi del sacerdozio di Cristo capo e pastore della Chiesa; i Diaconi rimanendo figli di Dio e membri della Chiesa  sono assimilati a Cristo servo.

Dunque con l’imposizione delle mani del vescovo e la sua preghiera di ordinazione essi ricevono una nuova e specifica effusione dello Spirito di Gesù risorto che li configura nel loro essere più profondo a Cristo sacerdote, capo, pastore i presbiteri;  a Cristo servo, i diaconi. Rendiamoci conto. cari fratelli e sorelle. di quanto sta per accadere nell’animo di questi nostri fratelli ordinandi: la santità che lo Spirito Santo ha operato nell’umanità di Gesù viene partecipata in dono a questi eletti perché siano, ciascuno nel loro grado dell’ordine che riceveranno, segno e strumento della presenza e dell’azione di Cristo risorto nella Chiesa e nel mondo […]

dP